ARF 4 ..sta accadendo di nuovo-ARF! Festival di storie, segni e disegni» 25-27 maggio 2018​

arf 4 novelli 2

​Dal 25 al 27 maggio 2018 torna «il fumetto a Roma!» negli spazi del MATTATOIO con la quarta edizione di ARF!, il Festival ideato e organizzato da Daniele “Gud” Bonomo, Paolo “Ottokin” Campana, Stefano “S3Keno” Piccoli, Mauro Uzzeo e Fabrizio Verrocchi.
Dopo il grande successo delle prime tre edizioni, ARF! 2018 cresce negli spazi con un padiglione in più e si arricchisce nelle rassegne e nei contenuti grazie alla presenza dei più importanti editori italiani e dei migliori autori contemporanei, attraverso mostre di grandissimo prestigio, incontri e confronti con professionisti del settore, Masterclass, Lectio Magistralis e anteprime esclusive.
Un intenso weekend di attività, dalle 10 alle 20, a partire da venerdì 25 con l’inaugurazione di «Andrea Pazienza, trent’anni senza», la grande esposizione che – nell’anno del trentennale della sua scomparsa – celebra e finalmente riunisce le eredità artistiche e l’intera opera del più eclettico e geniale fumettista italiano di tutti i tempi (una coproduzione ARF!/Comicon, dal 25 maggio al 15 luglio 2018).

Oltre a Pazienza, sei le mostre allestite per i tre giorni del Festival: Alessandro Barbucci, disegnatore per Disney Italia, co-creatore di W.I.T.C.H., Monster Allergy e Sky Doll e autore del manifesto ARF! 2018; lo spagnolo Jordi Bernet con «Il Buono, le Belle e il Cattivo» dedicata a Tex, alle sensualissime protagoniste dei suoi fumetti (Chiara di Notte, Sarvan, Custer, Cicca) e al gangster Torpedo; il croato Danijel Zezelj, talento visionario di questo fine millennio (anche per Marvel, DC Comics, Vertigo e Image) con «Black Oxygen»; la personale di Francesco Guarnaccia (vincitore del Premio Bartoli 2017) «Ce ne sono di cose strane in questo regno».

Come le scorse edizioni non mancherà la Self ARF! (ad accesso gratuito) dedicata esclusivamente al mondo delle autoproduzioni e dell’editoria indipendente, che in questa quarta edizione si arricchisce con l’importante mostra sul tema dell’autoerotismo «Love yourSELF (V.M.18)».
Infine anche la mostra dedicata alle tavole originali di Will Eisner, il “padre” del moderno graphic novel, che avrà luogo alla CArt Gallery di via del Gesù dal 15 maggio al 15 giugno 2018, realizzata da CArt Gallery in collaborazione con ARF!, che insieme pubblicheranno anche ARFBOOK, il catalogo di tutte le mostre del 2018.
Tra le sezioni del Festival, anche nel 2018, riapre l’area dedicata alle opportunità professionali: la Job ARF!, uno spazio dove poter mostrare a editor e case editrici il proprio portfolio con idee, progetti e creatività, realizzata quest’anno grazie al contributo di RUFA – Rome University of Fine Arts.
Per i più piccoli torna ARF! Kids, il luogo dedicato all’immaginario dei bambini (a ingresso gratuito fino ai 12 anni) con un ricco programma di laboratori creativi curati da alcuni dei più rinomati illustratori italiani, letture ad alta voce, disegni, giochi e tanti libri a disposizione di tutti.
E per la formazione di aspiranti fumettisti e illustratori non mancheranno le Masterclass, vere e proprie classi “a numero chiuso” con le superstar del fumetto italiano, per tutti coloro che vogliono imparare a scrivere, disegnare e colorare fumetti. Da venerdì a domenica saliranno in cattedra, tra gli altri, Davide De Cubellis, Mirka Andolfo e Corrado Mastantuono, oltre all’autore in mostra Alessandro Barbucci.
Altri appuntamenti di assoluto rilievo sono le tre Lectio Magistralis tenute dai tre maestri del fumetto d’autore Jordi Bernet, Altan e Enrique Breccia e gli incontri con Peter Kuper, David B, Marcello Quintanilha, Leo Ortolani, Giacomo Bevilacqua, Zerocalcare, Gipi
Confermata per il secondo anno di seguito l’Artist Alley che ospiterà i migliori autori italiani che pubblicano all’estero (esportando l’eccellenza del fumetto “made in Italy”), tutti presenti per disegni, dediche, stampe esclusive e commission.
Sin dalla prima edizione ARF! è anche sinonimo di solidarietà: dopo Emergency, Cesvi e Dynamo Camp, quest’anno il partner solidale del Festival è Amnesty International.
ARF! è promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Crescita Culturale e Azienda speciale Palaexpo con il patrocinio della Regione Lazio e le Biblioteche di Roma, ed è gemellato con il Napoli Comicon, il Treviso Comic Book Festival, Lucca Comics & Games e Cartoons on The Bay.

Si ma chi c’è?… QUASI TUTTI

LE MOSTRE

ALESSANDRO BARBUCCI
Una grande mostra che da Skydoll a Monster Allergy, dalle W.I.T.C.H. a Ekho, passando per i personaggi Disney, raccoglie bozzetti, studi e characters.

JORDI BERNET
Tutto quello che volete sapere e vedere sul Maestro spagnolo. Tex, Torpedo e le inconfondibili ‘chicas’ di Jordi Bernet:

WILL EISNER (12 maggio al 6 giugno 2018)
Nata dalla collaborazione con gli amici della CArt Gallery una ricca mostra a 101 anni dalla nascita di Will Eisner.
(CArt Gallery – Via del Gesù, 61 – 00186 Roma)

FRANCESCO GUARNACCIA

Francesco Guarnaccia vincitore del Premio Bartoli 2017 (in collaborazione con Stay Nerd) una mostra per scoprire e conoscere il ‘miglior talento italiano’.

LOVE YOUR SELF
Non poteva mancare una mostra collettiva prodotta dalla SelfArea che per l’occasione ha messo insieme 12 talenti legati alla cultura delle autoproduzioni italiane per esprimersi sulla tematica dell’autoerotismo (VM18)

DANIJEL ŽEŽELJ
La mostra completa di Danijel Zezelj, l’artista croato che ha saputo ‘viaggiare’ con disinvoltura tra graphic novel, illustrazione, animazione e pubblicità.

ANDREA PAZIENZA, Trent’anni senza (FINO AL 15 LUGLIO 2018)

30PAZ_Manifesto_A4_hires (Copy).jpg

“Pazienza è riuscito a rappresentare, in vita e anche in morte, il destino, le astrazioni, la follia, la genialità, la miseria, la disperazione di una generazione che solo sbrigativamente, solo sommariamente chiameremo quella del ’77 bolognese” – Pier Vittorio Tondelli.
“Era il capostipite di una grande scuola che non ha avuto poi nessun allievo prediletto perché era inimitabile, un talento irripetibile” – Roberto Benigni.
Nell’anno che segna il trentennale della sua tragica scomparsa, avvenuta a Montepulciano il 16 giugno del 1988 all’età di soli 32 anni, ARF! Festival e Napoli Comicon presentano «Andrea Pazienza, trent’anni senza», una intensa esposizione di opere originali che celebra il più eclettico e geniale autore italiano di tutti i tempi e che, finalmente, riunisce in un unico luogo le sue eredità artistiche, grazie alla preziosa collaborazione di tutti i suoi familiari.
Dopo Hugo Pratt nel 2016 e Milo Manara nel 2017, gli spazi espositivi del MATTATOIO di Roma ospiteranno dal 25 maggio al 15 luglio 2018 in esclusiva nazionale questa grande mostra di carattere antologico, che si propone di raccontare soprattutto l’Andrea Pazienza fumettista – con una particolare attenzione ad un’intera nuova generazione di lettori che forse l’ha conosciuto poco – attraverso una ricca selezione della sua opera: da Aficionados e Le straordinarie avventure di Penthotal dei primissimi anni ’80 al suo personaggio più celebre, Zanardi (con le tavole di Giallo scolastico, Verde matematico, Pacco, La prima delle tre, Notte di Carnevale, Cuore di mamma, Cenerentola 1987, Lupi e alcune delle straordinarie pagine di La vecchiezza è una Roma e di Zanardi medievale), passando per Tormenta e le caricature disneyane di Perché Pippo sembra uno sballato e La leggenda di Italiano Liberatore, lo spassoso Pertini, le meravigliose tavole a colori di Campofame, o ancora Francesco Stella, le Sturiellet, Una estate, la pura poesia dell’incompiuta Storia di Astarte o di Il perché della anatre, fino a quello che probabilmente è il più importante, esorcizzante e traumatizzante graphic novel italiano del XX Secolo, quel Gli ultimi giorni di Pompeo che lo ha consacrato nell’empireo della letteratura disegnata.
A integrazione della narrazione a fumetti, non mancheranno brevi escursioni nel “Paz” vignettista e illustratore, con alcune delle sue opere più iconiche, così come qualche rarità (prove di layout, scritti, sketch e bozzetti) ritrovate tra le cartelle del suo immenso archivio artistico.
​ Il catalogo della mostra sarà pubblicato da Coconino Press – Fandango Libri. ​

La mostra verrà inaugurata il 25 maggio in occasione dell’apertura della quarta edizione di ARF! «Festival di storie, segni e disegni» che si terrà dal 25 al 27 maggio sempre negli spazi del MATTATOIO

«Andrea Pazienza, trent’anni senza» è prodotta da ARF! Festival e Napoli Comicon, promossa da Roma Capitale – Assessorato alla Crescita Culturale, Azienda Speciale Palaexpo, con il supporto di CLES S.r.l. e con le partnership di ATAC, Arredopallet, PressUp e DIY – Do It Youself.

ARF4_Manifesto_A4_hires rid.jpg

INFO PUBBLICO ARF! «Festival di storie, segni e disegni» #ARF4
25/26/27 maggio 2018 – MATTATOIO Testaccio
piazza Orazio Giustiniani 4, Roma
Orario: 10:00-20:00
Biglietti: giornaliero € 10,00 – abbonamento 3 giorni € 20,00
Info: 060608
http://www.arfestival.itinfo@arfestival.it
Facebook: http://www.facebook.com/arfestival
Twitter: @arfestival
Instagram: @arfestival

http://www.mattatoioroma.it

[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI – sezione fumetto-articolo del 9 maggio 2018]

 

Annunci

GUNI- una fantastica avventura – la recensione di DETTI E FUMETTI

Oggi vogliamo parlarvi di GUNI una fantastica avventura, di Tauro
e Karicola  edito da TUNUE’ per la collana TIPITONDI

il guni di filippo novelli

GUNI è un fumetto a misura di bambino, ricco di immagini caledoscopiche e disegni molto espressivi capaci di avvicinare e rendere familiari, già dalle prime pagine, i suoi fantastici personaggi ai loro piccoli lettori.

 

Karicola con un uso sapiente del colore ed una grande capacità di sintesi ed equilibrio nell’illustrazione, ha descritto  freschi ed assolati panorami, personaggi originali dai volti molto espressivi, riuscendo a veicolare emozioni e a catturare l’attenzione del bambino.

Tauro non è stato da meno nella scelta dei temi trattati.
Un libro per l’infanzia ha uno scopo preciso, quello di portare un messaggio al giovane lettore; in questo ve ne è più di uno. Quello più bello è stato l’amicizia e la forza del gruppo. Tauro ci ha narrato anche di come l’impegnarci per uno scopo ci migliora e ci fa crescere; geniale il fatto di mettere a confronto l’impegno e la ricerca del miglioramento di se stessi con l’inedia e la passività. Ci ha fatto capire con semplicità che senza
una passione, un desiderio, una prospettiva non si va da nessuna parte e si rimane vittima del proprio egoismo. Si finisce per diventare un brutto scarabocchio. E sono in parecchi a finire così. Tauro  ci racconta che ve ne è uno, il re, il più  grosso e brutto di tutti la cui inespressività ne limita e rende incomprensibile persino il linguaggio;
la morale che si cela dietro il gioco grafico è a portata di bambino  e non serve spiegargli  che il testo dei ballon del re  talmente piccolo da apparire incomprensibile non è un errore di stampa.

guni 7

Tauro e Karicola hanno realizzato un libro che scorre veloce ed è ricco di citazioni alte che, partendo dalla metafora delle ragazze che giocano a palla chiuse nel giardino che le isola dal mondo, citazione di benignana memoria,

guni 8

arrivano fino ad Ortolani omaggiando il suo topo nell’anno che chiude il suo epico ciclo pluriennale.
Grandi ragazzi, continuate così ! non vediamo l’ora di leggere un’altra vostra storia e ricordate, avete un grande dono e responsabilità, parafrasando il vostro Guni, ogni fumettista è un artista del destino, un gudlak dei propri lettori e come tale ha il compito di direzionarlo verso le proprie scelte migliori.

guni_cover_HR_cmyk

[Filippo Novelli per Detti e Fumetti – sezione Fumetto -articolo del 29 aprile 2018]

DA GRANDE FARO’ LA SCULTRICE

IMAGINE 24

Una matita, un quaderno a quadretti e tanta passione; così è iniziato tutto; tornavo a casa dopo la scuola, prendevo dal cassetto del mobile della sala un vecchio quaderno  e cominciavo a riempire di disegni le pagine rimaste vuote dall’anno scolastico precedente.

 

IMAGINE 25

Avevo circa 7 o 8 anni quando in un pomeriggio d’estate mi capitò fra le mani un piccolo diario di mia madre, lo aprii e mi soffermai su un disegno di una contadinella realizzato da lei. Era davvero bellissimo e colorato, e ricordo bene che in quel momento pensai dentro di me “anche io da grande vorrei disegnare così bene!”.

Sketch9463535 1 di 3

Inutile dire che da quel giorno non ho più smesso di esercitarmi nel disegno;  i soggetti che amavo di più ritrarre erano i cavalli, la mia seconda grande passione.

IMAGINE 27

Di lì a poco a scuola cominciai ad approfondire gli studi d’arte ed iniziai ad usare l’argilla, un materiale naturale, morbido e grigio. Indovinate la prima scultura che realizzai? Un cavallo. Ne conservo ancora le foto!

Mi piaceva talmente tanto riuscire a modellare con quel materiale così freddo e scuro tutto ciò che mi passava per la mente che ben presto ai miei genitori dissi “io nella vita…. non posso fare altro che la scultrice!!!”La scultura ha di bello il fatto che hai davanti a te un oggetto tridimensionale che puoi vedere, puoi toccare e puoi godere da ogni lato; la scultura è un modo di essere, è una scelta di vita.

IMAGINE 28

 

Chi sceglie di dare “vita” ad un materiale grezzo e freddo, che sia argilla o marmo, è una persona che sceglie di cambiare il destino delle cose, di guardarle con altri occhi, un po’ come quando con gli occhi al cielo guardiamo le nuvole ed in esse riusciamo ad immaginare uccelli, guerrieri, volti, ecco… fare scultura è come immaginare un cielo pieno di personaggi dove le altre persone vedono solo un cielo pieno di nuvole!

 

I miei riferimenti

Quando arrivò il momento della scelta della scuola superiore era scontato che io volessi iscrivermi all’Istituto d’arte; ero desiderosa di conoscere l’arte in tutte le sue forme, di studiare la vita dei più grandi maestri e venire a conoscenza delle loro tecniche artistiche.

A scuola mi sono divertita tantissimo nello sperimentare  tutte le tecniche che ci venivano insegnate, dalla pittura alla scultura; al termine dell’anno scolastico eravamo soliti realizzare degli spettacoli, creando oggetti e pitture di “scena” sempre diversi.

IMAGINE 29

Terminati gli studi superiori scelsi l’Accademia di Belle Arti, e tra una scultura e l’altra  passavo le ore nella biblioteca del quartiere a sfogliare i libri sui grandi maestri dell’arte; studiai soprattutto le vaste collezioni dei disegni anatomici di Leonardo e delle sculture di Michelangelo.

IMMAGINE 30

Tutt’ora sto terminando gli studi per poter esercitare l’insegnamento dell’arte nelle scuola; mi piacerebbe poter essere come gli insegnanti che ho avuto, pieni di passione per il proprio lavoro e con grandi capacità per poter trasmettere ai miei futuri allievi la stessa passione per il mio lavoro che loro hanno trasmesso a me. La scultura nasce dallo studio del corpo, dalle tecniche, dalle forme, ma soprattutto dalla creatività dello scultore che deve essere conservata con cura e anche con un po’ di “gelosia” perché non vi è cosa più bella che riuscire a difendere giorno dopo giorno  la propria immaginazione!

Le scuola che mi hanno consigliato

Terminata la scuola media i miei insegnanti mi consigliarono di iscrivermi al liceo scientifico perché ero abbastanza brava a scuola. Mi piacevano tutte le materie, così avrei potuto avere una preparazione completa per poter scegliere successivamente qualsiasi università; ma io la pensavo diversamente, io volevo fare l’artista! Come si fa a credere ad una bambina di 13 anni anche se aveva le idee così chiare? Come si fa a recarsi all’istituto d’arte che dista ben 60 km da casa, cioè ad un’ora di autobus? E’ facile comprendere il perché inizialmente i miei genitori non se la sentirono di assecondarmi. Fu così che frequentai per un anno il liceo scientifico, svogliatamente tanto che  raggiunsi appena la sufficienza in tutte le materie …tranne che nella storia dell’arte e nel disegno dove presi ovviamente dieci. Fu per questo motivo che i miei si convinsero a farmi cambiare scuola. Fui felicissima!

IMMAGINE 50

Il primo giorno di scuola fu così emozionante che lo ricordo ancora. Ricordo che c’era un ragazzo con una maschera veneziana davanti al portone dell’Istituto d’Arte che salutava ogni studente che arrivava.  La mia esperienza scolastica la rifarei un milione di volte ancora, perché l’arte ti fa guardare tutto con occhi diversi e ti fa amare davvero quello che fai trasportato dalla passione.

I mestieri che si possono fare…

Avendo frequentato una scuola bellissima, ricca di stimoli e soprattutto una scuola “professionale” ovvero una scuola che ti prepara ad una “professione”, avevo acquisito tutti i mezzi e le competenze per fare qualcosa di mio anche a casa. Già durante le scuole superiori ebbi modo di “lavorare” facendo ritratti per amici e parenti su commissione.

Sketch116181926 1 di 3

Appena terminata la scuola feci diversi lavori di decorazione come ad esempio  i trompe l’oeil,  che sono delle decorazioni di pareti di case. A scuola ho acquisito anche una notevole manualità tanto che oggi fabbrico oggetti come orologi ornamentali, vasi, eccetera. Pensate a casa chiamano me se c’è da cambiare una sega a nastro.

L’arte è in fondo il mestiere del cuore. Ogni giorno mi domando di cosa c’è bisogno? cosa mi piacerebbe vedere attorno a me? E’ questo lo stato d’animo con cui mi predispongo a creare. Le professioni possibili con un diploma o una laurea artistica sono innumerevoli.

Sketch116181926 2 di 3

Vi faccio un elenco di getto: lo scenografo teatrale, cioè la persona che disegna ed allestisce le quinte degli spettacoli che si fanno a teatro; l’insegnante di arte nelle scuole primarie e secondarie; il critico d’arte, la guida nei musei e tanti tanti altri mestieri.

Ciao da Petra!

[Erika Lavosi per DETTI E FUMETTI – sezione arte- articolo del 21 novembre 2017]

DA GRANDE FARO’ L’ATTORE

Salve bambini, mi chiamo Willy il Bradipo e sono qui per accompagnarvi in un’avventura fantastica! Andremo alla scoperta del teatro!IMAGINE 6

Sicuramente sarete andati con tutta la classe ad assistere ad una rappresentazione teatrale e vi sarete divertiti un mondo seguendo la storia che raccontavano gli attori sulla scena con le parole e con i gesti!

IMAGINE 7

Dovete sapere,  che gli attori si incontrano diversi mesi prima per fare le prove dello spettacolo, ed imparare a memoria tutte le battute, come fareste voi quando la  vostra maestra vi chiede di imparare a memoria una poesia.

Il teatro è fantasia, il teatro è mistero!

IMAGINE 8

Fin da piccolo ho voluto fare l’attore! Avevo cinque anni, la maestra dell’asilo fabbricò con il cartone e la stoffa un piccolo teatro, dove metteva in scena con delle marionette le fiabe che ci raccontava o ce le faceva interpretare a noi.

IMAGINE 9

La prima volta che interpretai un personaggio capii che quella sarebbe stata la mia vita!

Iniziai così ad inventarmi delle storie che poi rappresentavo su di un palco improvvisato per far divertire i miei genitori o i miei amichetti!

IMAGINE 10

Quando sono passato in prima elementare scrivevo insieme alla maestra piccole commedie che poi recitavamo ogni fine mese. Oppure mi trasformavo in regista, mettendo in scena ciò che avevo scritto coinvolgendo un po’ tutti, dai miei genitori ai cuginetti e amici. Però mi stavano meglio i panni dell’attore.

 

I miei riferimenti sono stati…

Gli attori a cui mi sono ispirato sono stati sopra tutto qlli italiani ma anche quelli inglesi e francesi hanno colpito la mia immaginazione.

Le loro opere le trovavo nei libri e filmati nella mia biblioteca di quartiere, dotata, di una vasta collezione sull’argomento teatro

vignetta willy in biblioteca

La scuola che mi hanno consigliato

Alla fine del liceo, quando bisogna decidere che scuola prendere ero ancora deciso a voler fare l’attore. Avevo sentito parlare della scuola  di arte drammatica dove insegnano a recitare ma non sapevo bene cosa fosse. Ne  parlai con la professoressa di italiano, appassionata di teatro e insieme, navigammo su internet alla ricerca della scuola che facesse al caso mio.

IMAGINE 11

vignetta 6 a di 18

Identificata la scuola, ne parlai con i miei genitori; all’inizio non erano molto d’accordo con le mie scelte ma visto la mia determinazione, alla fine acconsentirono! Entrando nella Scuola Nazionale di Arte Drammatica Silvio D’Amico ho iniziato a studiare mettendocela tutta e alla fine ci sono riuscito! E’ stata una grandissima soddisfazione ma anche una grossa fatica! Anche i miei genitori erano presenti alla consegna dei diplomi mi hanno abbracciato orgogliosi di me!

Applicherò la mia passione facendo…

vignetta 6b-1 di 18

Ho subito iniziato a fare dei provini, che consistono nel recitare davanti ad un regista che cerca degli attori per mettere in scena la sua commedia. Purtroppo non sempre piaci al regista,

magari non sei quello che cerca, oppure non sei riuscito a convincerlo che sei bravo. Ma non importa bisogna andare avanti!

E così ho fatto io! Finalmente sono piaciuto ad un regista che mi ha scritturato per la sua commedia! Non potete immaginare l’emozione che ho provato quando, per la prima volta,  ho, come si dice nel gergo teatrale, “Calpestato” come attore  le assi del palcoscenico!

vignetta 6c di 18

Ovviamente come in tutte le cose che richiedono impegno, c’è anche la fatica! La fatica di restare in piedi anche di notte per imparare a memoria il copione, un mucchio di fogli dove lo sceneggiatore, la persona che  ripartisce in atti e scene la commedia.

vignetta 7 a di 18

Quando finalmente si va in scena, cioè si recita davanti ad un pubblico, che non è più di soli amici e parenti ma di gente adulta e sconosciuta, e’ facile che ti prenda il panico! E non ricordi più le tue battute cioè la tua parte!

Ma basta uscire sul palcoscenico e improvvisamente tutto torna alla mente!

Quando poi il pubblico, una volta finita la commedia, applaude e grida “Bravi!”, provi una tale emozione che ti sembra di volare!

Per me il teatro anche con le sue fatiche e rinunce è la mia vita!

vignetta 7 c di 18

Ciao da WIlly il bradipo!

[Dario Santarsiero per DETTI E FUMETTI – sezione teatro-articolo del 21 novembre 2017]

 

 

DA GRANDE FARO’ L’ARCHITETTO

Mi é sempre  piaciuto  progettare…

Prima di raccontarvi di come sono diventata Architetto, voglio spiegarvi che cosa significa.

L’architetto è un uomo o una donna  che hanno studiato come progettare le città i quartieri e le case e che restaurano i monumenti.

figura clo a

IMAGINE 15

Fin da bambina la mia passione è stata il disegno.

Disegnavo  di tutto dagli animali alle persone, in particolare però, erano gli edifici  ed i paesaggi che attiravano di più la mia attenzione.

Sketch131695 3 di 3

Quando giocavo con le mie amichette disegnavo la pianta della casa e poi posizionavo nelle varie stanze i mobili delle bambole, facendo muovere tutti i personaggi nell’appartamento che avevo progettato.

Quando la maestra con tutta la classe ci portò in biblioteca, trovai tantissime riviste di “architettura” che iniziai a sfogliare. le immagini di ville storiche, castelli ma anche i grattaceli e città danzarono davanti ai miei occhi!

clo 23

Quel giorno presi la mia decisione: da grande avrei fatto l’architetto!

Sketch3518201 1 di 3

I miei genitori non mi presero sul serio, mi dissero che ero troppo giovane per prendere una decisione così importante, che avrei dovuto  studiare molto e con il passare del tempo avrei cambiato idea!

Sketch3518201 2 di 3

 

Ma io sono sempre stata testarda e dopo essermi diplomata, mi sono iscritta ad Architettura e dopo cinque anni  sono diventata Architetto!

IMMAGINE 18

I miei riferimenti sono…

IMMAGINE 20

Sono nata  e vivo a Roma; sicuramente vivere in una grande città ricca di storia e di architettura, mi ha dato molto e mi ha spinto ad andare avanti per la mia strada!

Roma è una città che per un appassionato di architettura regala moltissime occasioni di studio.

l’architettura romana è stata la base dell’architettura di tutte le epoche successive; tanto è vero che si dice “i romani hanno inventato tutto”,

IMMAGINE 21

Gli architetti Le Corbusier, Wrigth, Piano, sono i miei grandi Maestri! Loro hanno progettato non solo case palazzi e quartieri ma hanno con i loro progetti influenzato l’architettura moderna!

 

 

La scuola che mi hanno consigliato…

Dopo aver finito la terza media, era arrivato Il momento di scegliere la scuola adatta a me. Devo  dire che è stato difficile, perché sapevo quello che volevo fare da grande, l’architetto.

Quale scuola poteva preparami meglio verso questa scelta? La prima scuola a cui ho pensato è stato Il liceo artistico, perché si studiava l’architettura, la tecnica del disegno e la storia dell’arte, che mi ha sempre affascinato.

Ma anche la matematica e le materie scientifiche erano materie che mi piacevano. E allora …cosa scegliere?

La mia insegnate di italiano mi aiutò consigliandomi Il liceo scientifico; andava bene, perché c’erano sia le materie scientifiche sia il disegno e la storia dell’arte; il compromesso giusto anche per i miei genitori che mi dissero: “Non si sa mai, se poi cambi idea, con questa scuola potrai fare altro”.

IMAGINE 22

Applicherò la mia passione facendo…

L’architettura e quindi gli edifici  non  “nascono e vivono” isolati, ma sono legati ad un contesto antropico o naturale, un tessuto urbano o un’area verde.L’architetto ha il compito di realizzare e rispondere alle esigenze di un committente senza dimenticare cosa e che valore ha l’ambiente che lo circonda.

Sketch50155348 1 di 3

Da questo asserto è derivata la mia passione per il restauro architettonico: curare gli edifici antichi, consolidare, riportare a nuovo e riutilizzare secondo le esigenze dell’uomo moderno gli edifici storici. L’Italia ha un grandissimo patrimonio da preservare: dai piccoli borghi, ai palazzi delle grandi città.

Ciao da Clo’

[Maria Clotilde Massari per DETTI E FUMETTI – sezione architettura- articolo del 21 novembre 2017]

un blog con la passione del fumetto e non solo